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L’idea

In un contesto storico e sociale come quello dell’odierno Perú (ma non solo), le popolazioni indigene non hanno la possibilità di avere coscienza delle loro origini. L’invasione spagnola ha imposto un modo di pensare, un modo di sentire, un modo di volere, sradicando completamente la cultura autoctona a vantaggio di quella europea. Quale storia si impara a scuola? Quella europea. Quale lingua si parla? Lo spagnolo. Gli insegnanti hanno una preparazione scarsa, l’esistenza di culture antiche è conosciuta solo a livello folkloristico, con la conseguenza che la popolazione cresce mantenuta nell’ignoranza e nella mancanza di coscienza delle proprie radici. L’oscurità cala perciò sulla conoscenza delle antiche culture andine, culture che invece possedevano dei forti elementi che al giorno d’oggi, reintegrati nel funzionamento della società, avrebbero la forza di salvare il pianeta.

Da questo presupposto parte il progetto pilota della “Escuela de la Vida y de la Paz”, una struttura educativa diversa da quelle esistenti al giorno d’oggi. Ricerca le esperienze educative delle culture preincaiche femminili, per recuperarne gli ideali e gli obiettivi in un’ottica di Pace, Amore, Libertà, Verità e Rispetto.
Attraverso sistemi pedagogici moderni integrati a quelli tradizionali il progetto si propone, lungo tutto il percorso educativo, di recuperare la coscienza del proprio valore e di stimolare l’iniziativa individuale. I ragazzi che termineranno la scuola dovranno essere capaci di agire in modo libero, rispettoso e creativo nel e per il loro paese.

La maggior parte dei progetti o delle iniziative che vengono finanziate ordinariamente dai governi attingono all’area delle emergenze, cioè “dare i pesci a chi ha fame”, sempre più ci si orienta, oggi, su progetti di ricostruzione per garantire l’autosufficienza, cioè “insegnare a pescare”, ma spesso questi comportano esportazione di cultura e modalità operative dei paesi ricchi, cioè competizione, concorrenza, profitto, sfruttamento indiscriminato delle risorse.

Il percorso scelto dalla Fondazione Mamani e dall’Associazione de la Vida y de la Paz è lungo e difficile, ma va nella direzione di poter generare una trasformazione culturale e sociale per garantire al genere umano la sopravvivenza.
Ci auguriamo che anche altre realtà nel mondo possano attingere da questa esperienza e generare sulla Terra numerose iniziative volte alla salvaguardia del Pianeta e all’evoluzione dell’Essere Umano.

Fondazione Mamani

La Fondazione Mamani è stata costituita il 3 settembre 2001, ad Arequipa, in Perù, con l’atto notarile N. 915, che ha sede in Ampatacocha N. 109, Yanahuara.

I soci fondatori sono il Prof. Hernan Huarache Mamani, la Dott.ssa Giuseppa Corrao e la Sig.na Mariela Isabel Huarache Zenteno.

La Fondazione Mamani è senza scopo di lucro, le sue finalità sono:

  • Promuovere l’attività educativa, dall’asilo al liceo e proseguire con la creazione di una università che avrà il nome di “Università della Vita e della Pace
  • Promuovere lo sviluppo integrale della donna.
  • Promuovere e gestire progetti che sostengano l’educazione per il lavoro.
  • Incoraggiare la ricerca scientifica e tecnologica ed i finanziamenti che la possano sostenere.
  • Contribuire allo sviluppo umano e integrale della popolazione di Arequipa e del sud del Perù.